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Accordo tra il Governo le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, le Province i Comuni e le Comunità montane sul documento concernente "Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo"

Rep

Rep. Atti n. 137/CU del 16 dicembre 2010

 

 

LA CONFERENZA UNIFICATA

 

 

Nella odierna seduta del 16 dicembre 2010:

 

VISTO l’articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in base al quale la Conferenza Unificata promuove e sancisce accordi tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane, al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere in collaborazione attività di interesse comune;

 

VISTI gli Accordi sanciti in Conferenza Stato-Regioni – Rep. atti n. 57/CSR del 25 marzo 2009 e Rep. atti n. 76/CSR dell’8 luglio 2010 - tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulle linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate ai sensi dell’art. 1, commi 34 e 34 bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale relativi agli anni 2009 e 2010 che prevedono rispettivamente al punto 9 (anno 2009) e 8 (anno 2010) la  tutela della maternità e promozione dell'appropriatezza del percorso nascita;

 

VISTO il Patto per la Salute 2010–2012, siglato il 3 dicembre 2009 con una Intesa tra Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano – Rep. atti n. 243/CSR del 3 dicembre 2009 - che prevede, tra l’altro, la riorganizzazione delle reti regionali di assistenza ospedaliera;

 

VISTA la nota del 3 novembre 2010, con la quale il Ministero della Salute ha inviato, ai fini del perfezionamento di un apposito Accordo in questa Conferenza un documento concernente “Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo”, diramato alle Regioni, Province autonome ed Autonomie locali in data 10 novembre 2010;

 

CONSIDERATO che, nel corso della riunione tecnica svoltasi in data 1° dicembre 2010, i rappresentanti delle Regioni si sono riservate di condurre al riguardo ulteriori approfondimenti  e di inviare una proposta di modifica del documento indicato in oggetto;

 

RILEVATO che, nel corso della predetta riunione tecnica, il rappresentante dell’ANCI ha richiamato l’attenzione sulla necessità di prevedere un rafforzamento del sostegno integrato socio-sanitario alle situazioni post - partum più problematiche;

 

VISTA la nota pervenuta in data 15 dicembre 2010, con la quale il Ministero della Salute ha inviato lo schema di Accordo indicato in oggetto, rappresentando che il medesimo è stato condiviso con la Regione Veneto, Coordinatrice della Commissione salute;

 

VISTA la nota in data 15 dicembre 2010, con la quale la predetta nuova versione è stata trasmessa alle Regioni, Province autonome e Autonomie locali;

 

VISTA la nota pervenuta in pari data, con la quale la Regione Veneto, Coordinatrice della Commissione salute, ha comunicato l’assenso tecnico sul documento in oggetto in oggetto nel testo diramato con la predetta lettera in data 15 dicembre 2010;

 

ACQUISITO, nel corso dell’odierna seduta, l’assenso del Governo, dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, dell’ANCI, dell’UPI e dell’UNCEM;

 

 

SANCISCE ACCORDO

 

tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali nei seguenti termini:

 

premesso che:

 

- il decreto legislativo 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni, indirizza le azioni del Servizio Sanitario Nazionale verso il rispetto del principio di appropriatezza e la individuazione di percorsi diagnostici terapeutici e linee guida; stabilisce l’adozione in via ordinaria del metodo della verifica e della revisione della qualità e della quantità delle prestazioni al cui sviluppo devono risultare funzionali i modelli organizzativi ed i flussi informativi dei soggetti erogatori;

 

- il decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997 "Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private", definisce le attività di valutazione e miglioramento della qualità in termini metodologici e prevede tra i requisiti generali richiesti alle strutture pubbliche e private che le stesse siano dotate di un insieme di attività e procedure relative alla gestione, valutazione e miglioramento della qualità;

 

- il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  29 novembre 2001 “ Definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza” indica la necessità di individuare percorsi diagnostico-terapeutici sia per il livello di cura ospedaliera, sia per quello ambulatoriale;

 

- il decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2006 Approvazione del Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, individua gli obiettivi da raggiungere per attuare la garanzia costituzionale del diritto alla salute e degli altri diritti sociali e civili in ambito sanitario, ed in particolare il punto 4.4, si prefigge la promozione del Governo clinico  quale strumento per il miglioramento della qualità delle cure per i pazienti e per lo sviluppo delle capacità complessive e dei capitali del SSN, allo scopo di mantenere standard elevati e migliorare le performance professionali del personale, favorendo lo sviluppo dell’eccellenza clinica;

 

- in particolare il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 individua al punto 5.1 “La salute nelle prime fasi di vita, infanzia e adolescenza”, la riduzione del ricorso al taglio cesareo, raggiungendo il valore del 20%, in linea con i valori medi europei, attraverso la definizione di Linee Guida nazionali per una corretta indicazione al taglio cesareo, l’attivazione di idonee politiche tariffarie per scoraggiarne il ricorso improprio;

 

- il documento preliminare informativo sui contenuti del nuovo Piano Sanitario nazionale 2010-2012 prevede al punto 12.1 che saranno analizzati gli aspetti relativi alla sicurezza e alla umanizzazione del parto, al ricorso alla partoanalgesia e alla diminuzione dei tagli cesarei, alla promozione e sostegno dell’allattamento al seno, alla razionalizzazione della rete dei punti nascita e delle Unità Operative pediatriche-neonatologiche e delle Terapie Intensive Neonatali, al trasporto materno e neonatale.

 

 

Considerato che:

 

- l’eccessivo ricorso al taglio cesareo ha portato l’Italia ad occupare il primo posto tra i paesi Europei, superando i valori europei riportati nel rapporto Euro-Peristat sulla salute materno-infantile del dicembre 2008. L’Italia detiene la percentuale più elevata pari al 38%, seguita dal Portogallo con il 33% mentre tutti gli altri Paesi presentano percentuali inferiori al 30% che scendono al 15% in Olanda e al 14% in Slovenia. In Italia  si è passati dall’11,2% del 1980 al 29,8% del 1996 ed al 38,4% del 2008 con notevoli variazioni per area geografica (23,1% in Friuli Venezia Giulia e 61,9% in Campania) e presenza di valori più bassi nell’Italia settentrionale e più alti nell’Italia centrale, meridionale;

 

- i dati disponibili confermano, per quanto riguarda il taglio cesareo e, in generale l’assistenza in gravidanza e al parto, l’aumento in Italia del ricorso a una serie di procedure la cui utilità non è basata su evidenze scientifiche e non è sostenuta da un reale aumento delle condizioni di rischio. Il loro utilizzo è spesso totalmente indipendente dalle caratteristiche socio-demografiche delle donne e dalle loro condizioni cliniche ed è invece associato principalmente alla disponibilità delle strutture coinvolte e alla loro organizzazione;

 

- in Italia, nel 2008, sono stati effettuati circa 220.000 interventi di taglio cesareo, con un costo umano ed economico non trascurabile: il rischio di morte materna è infatti di 3-5 volte superiore rispetto al parto vaginale e la morbosità puerperale è 10-15 volte superiore;

 

- i punti nascita con un numero di parti inferiori a 500, privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico-pediatrica attiva h24, rappresentano ancora una quota intorno al 30% del totale e sono presenti, in particolar modo, nell'Italia centrale e meridionale. In tali strutture il numero di parti è esiguo (la media è inferiore ai 300 parti/anno) e rappresenta meno del 10% dei parti totali.

In queste unità operative, deputate all’assistenza del parto in condizioni di fisiologia, dove sarebbe ragionevole attendersi una minore prevalenza di patologie, si eseguono più cesarei (50%), mentre nelle unità operative più grandi e di livello superiore dove c’è concentrazione elevata di patologia, il tasso di cesarei è molte volte inferiore, sebbene la variabilità sia ampia;

- accanto alle classiche indicazioni cliniche, assolute e/o relative, materne e/o fetali, coesistono, con sempre maggior frequenza e con un ruolo importante, indicazioni non cliniche o meglio non mediche, alcune delle quali riconducibili a carenze strutturali, tecnologiche ed organizzativo-funzionali, quali organizzazione della sala parto, preparazione del personale, disponibilità dell’équipe ostetrica completa, del neonatologo e dell’anestesista h24, unitamente a convenienza del medico, medicina difensiva, incentivi finanziari.

 

Si conviene:

      ·     il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano condividono la consapevolezza della rilevanza per un sistema sanitario di alta qualità e vicino alle esigenze dei cittadini, della necessità di attuare, nel triennio 2010-2012, un Programma nazionale di interventi, che tenga conto, al fine di una coerente complementarità delle azioni all’interno di tutto il Percorso Nascita, di quanto contenuto negli Accordi ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulle linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate ai sensi dell’art.1, commi 34 e 34 bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale relativi agli anni 2009 e 2010, nel Progetto Obiettivo Materno Infantile del 24 aprile 2000 per quanto attiene al percorso nascita, nel Piano Sanitario Nazionale vigente, negli atti regionali al riguardo, nonché nell’emanando Piano Sanitario Nazionale 2010-2012;

 

      ·     il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano a sviluppare un Programma nazionale, articolato in 10 linee di azione, per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo. Tali linee, complementari e sinergiche, sono da avviare congiuntamente a livello nazionale, regionale e locale;

 

      ·     le 10 linee di azione riportate più dettagliatamente nell’allegato tecnico, che costituisce parte integrante del presente accordo, sono:

 

         1) Misure di politica sanitaria e di accreditamento (Allegati 1a - 1b – 1c, parti integranti del presente Accordo)

            ·  razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno, prevedendo l'abbinamento per pari complessità di attività delle U.U.O.O. ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche, riconducendo a due i precedenti tre livelli assistenziali;

            ·  attivazione, completamento e messa a regime del sistema di trasposto assistito materno (STAM) e neonatale d’urgenza (STEN);

            ·  adozione, laddove già non previsto dalle normative regionali in materia, di procedure di autorizzazione ed accreditamento istituzionale delle strutture sulla base dei criteri di individuazione dei requisiti relativi ai differenti livelli di assistenza ostetrica e neonatale, compreso la definizione delle risorse umane sulla base dei carichi di lavoro, per le varie figure professionali coinvolte nel processo assistenziale;

            ·  strategie di incentivazione/disincentivazione economica, incentrate su rimodulazione tariffaria e abbattimento oltre soglia di appropriatezza;

            ·  adeguamento delle reti consultoriali regionali secondo quanto stabilito dalla legge 34/96 ed adeguamento degli organici;

            ·  presenza di obiettivi specifici nella valutazione dei direttori generali, dei direttori di dipartimento e di U.O.C. .

 

         2) Carta dei Servizi per il percorso nascita (Allegato 2, parte integrante del presente Accordo)

            ·  sviluppare, nell’ambito delle Aziende sanitarie in cui è attivo un punto nascita, una Carta dei servizi specifica per il percorso nascita, in cui, in conformità ai principi di qualità, sicurezza e appropriatezza siano contenute indicazioni riguardanti almeno:

                  ·  informazioni generali sulla operatività dei servizi;

                  ·  informazioni relative alle modalità assistenziali dell’intero percorso nascita;

                  ·  informazioni sulle modalità per favorire l’umanizzazione del percorso nascita;

                  ·  informazioni sulla rete sanitaria ospedaliera-territoriale e sociale per il rientro a domicilio della madre e del neonato atta a favorire le dimissioni protette, il sostegno dell’allattamento al seno ed il supporto psicologico.

 

         3) Integrazione territorio-ospedale (Allegato 3, parte integrante del presente Accordo)

 

            ·  garantire la presa in carico, la continuità assistenziale, l'umanizzazione della nascita attraverso l'integrazione dei servizi tra territorio ed ospedale e la realizzazione di reti dedicate al tema materno-infantile sulla base della programmazione regionale;

            ·  prevedere percorsi assistenziali differenziati favorendo la gestione delle gravidanze fisiologiche presso i consultori;

            ·  assicurare l’utilizzo di una cartella gravidanza-parto-puerperio integrata territorio-ospedale;

            ·  promuovere l’adozione di strumenti di collegamento e comunicazione tra le diverse strutture ospedaliere e territoriali;

            ·  garantire la diffusione di corsi di accompagnamento alla nascita sul territorio in collaborazione con i punti nascita;

            ·  favorire dimissioni protette delle puerpere e dei neonati promuovendo il ritorno al territorio (consultorio familiare e pediatra di libera scelta).

 

         4) Sviluppo di linee guida sulla gravidanza fisiologica e sul taglio cesareo da parte del SNLG-ISS (Allegato 4, parte integrante del presente Accordo)

            ·  elaborazione di linee guida evidence-based ed aggiornate per la pratica clinica, rivolte ai professionisti della salute;

            ·  stesura di una sintesi divulgativa delle linee guida rivolta alle donne;

            ·  diffusione di linee guida attraverso canali istituzionali e di comunicazione scientifica.

 

         5) Programma di implementazione delle linee guida (Allegato 5, parte integrante del presente Accordo)

            ·  analisi del contesto assistenziale a livello regionale e locale e studio della variabilità come indicatori di appropriatezza;

            ·  identificazione delle criticità e delle barriere al cambiamento a livello di singolo punto nascita e sua interfaccia con il territorio;

            ·  promozione della continuità assistenziale e della integrazione con l'assistenza territoriale;

            ·  promozione del ruolo dei vari professionisti nel percorso nascita, sia del ginecologo che dell'ostetrica, anche tramite l’individuazione dei percorsi per l’assistenza alla gravidanza a rischio e per quella fisiologica;

            ·  sviluppo di percorsi clinico-assistenziali aziendali, sulla base delle linee di indirizzo per la promozione dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo;

 

         6) Elaborazione, diffusione ed implementazione di raccomandazioni e strumenti per la sicurezza del percorso nascita (Allegato 6, parte integrante del presente Accordo)

            ·  aggiornamento, implementazione e diffusione della Raccomandazione del Ministero della Salute per la prevenzione della mortalità materna;

            ·  definizione della Raccomandazione per la prevenzione della mortalità neonatale;

            ·  promozione dell’adesione a sistemi di monitoraggio di eventi sentinella/eventi avversi/near miss e relativi audit.

 

         7) Procedure di controllo del dolore nel corso del travaglio e del parto (Allegato 7, parte integrante del presente Accordo)

            ·  promozione di procedure assistenziali, farmacologiche e non per il controllo del dolore in corso di travaglio-parto;

            ·  definizione di protocolli diagnostico terapeutici condivisi per la partoanalgesia, dando assicurazione della erogabilità di tale prestazione con disponibilità/presenza di anestesista sulla base dei volumi di attività del punto nascita.

 

         8) Formazione degli operatori (Allegato 8, parte integrante del presente Accordo)

            ·  rendere prioritari, nell’ambito delle attività di formazione continua ECM aziendale  e regionale, percorsi di formazione/aggiornamento di tutte le figure professionali coinvolte nel percorso nascita, con modalità integrate, come previsto al punto 5) relativo al programma di implementazione delle Linee Guida;

            ·  promuovere l’audit clinico quale strumento di valutazione della qualità dei servizi e delle cure erogate;

            ·  attivare sistemi per la verifica ed adeguamento dei livelli formativi teorico-pratici  delle scuole di specializzazione in ginecologia ed ostetricia, nonché in pediatria/neonatologia e del corso di laurea in ostetricia, in linea ed in coerenza con gli standard assistenziali, in raccordo con il MIUR;

            ·  promuovere una effettiva integrazione della funzione universitaria di didattica con gli ospedali di insegnamento;

            ·  promuovere il coinvolgimento delle società scientifiche nella formazione continua dei professionisti sanitari;

            ·  prevedere attività formativa in tema di metodiche farmacologiche e non di controllo del dolore, con carattere di  multidisciplinarietà;

            ·  promuovere un percorso strutturato per l’inserimento dei professionisti nuovi assunti, confacente alle caratteristiche dei livelli assistenziali garantiti.

 

         9) Monitoraggio e verifica delle attività (Allegato 9, parte integrante del presente Accordo)

            ·  promuovere l’utilizzo di sistemi di monitoraggio delle attività, capaci di definire le ricadute cliniche e assistenziali delle attività stesse attraverso indicatori misurabili;

            ·  promuovere una sistematica attività di audit quale strumento di autovalutazione dei professionisti sanitari e di miglioramento della pratica clinica;

            ·  promuovere sistemi di monitoraggio e valutazione delle attività previste dal presente accordo.

 

         10) Istituzione di una funzione di coordinamento permanente per il percorso nascita (Allegato 10, parte integrante del presente Accordo)

            ·  al fine di dare completa attuazione a quanto previsto dal presente accordo, il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concordano sulla necessità della istituzione, entro 30 giorni dalla sua approvazione, di un Comitato per il Percorso Nascita (CPN), interistituzionale, con funzione di coordinamento e verifica delle attività, con il coinvolgimento delle Direzioni Generali del Ministero della salute (Programmazione, Prevenzione, Comunicazione, Ricerca, Sistema Informativo), delle Regioni e Province autonome  e di altre istituzioni sanitarie nazionali (ISS, AGENAS).

            ·  analoga funzione dovrà essere attivata a livello di ogni singola Regione e Provincia Autonoma, nonché a livello di ogni struttura sanitaria, sulla base dell’organizzazione regionale.

 

L’attuazione da parte delle singole Regioni e Province autonome delle 10 linee di adozione sopra riportate è progressivamente realizzata nel quadro della rispettiva programmazione assistenziale e nel rispetto della  connessa programmazione economico finanziaria in riferimento alle risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla normativa vigente.

 

 

                           IL SEGRETARIO                                               IL PRESIDENTE

               Cons. Ermenegilda Siniscalchi                               On. Dott. Raffaele Fitto

 

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Atto

Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministero della salute concernente il “Piano Nazionale Integrato dei controlli (PNI) 2011-2014”. (SALUTE)
Intesa ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131
Repertorio Atti n.: 236/CSR del 16/12/2010

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Atto

Parere sullo schema di “Bando per l’assegnazione alle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano di complessivi Euro 374.936,00 finalizzati alla realizzazione di tre progetti relativi a programmi di informazione per gli operatori sanitari e/o campagne di educazione sanitaria aventi ad oggetto la “Messa a disposizione, installazione, utilizzo, manutenzione e monitoraggio dei dispositivi medici per uso domiciliare (home care) e/o personale (self-care)”. (SALUTE)
Parere ai sensi dell’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
Repertorio Atti n.: 237/CSR del 16/12/2010

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Atto

Intesa sullo schema di decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze concernente l’assegnazione di ulteriori 85,201 milioni di euro alle Regioni ospitanti ex policlinici universitari a gestione diretta di diritto pubblico ai sensi del decreto 16 novembre 2005. (SALUTE)
Intesa ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 16 novembre 2005.
Repertorio Atti n.: 238/CSR del 16/12/2010

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Atto

Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulle linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali nell'ambito della rete di cure palliative e della rete di terapia del dolore
Accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
Repertorio Atti n.: 239/CSR del 16/12/2010

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Atto

Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla disciplina concorsuale per il personale addetto alla ricerca degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. (SALUTE)
Accordo ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
Repertorio Atti n.: 240/CSR del 16/12/2010

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Atto

Intesa sulla proposta del Ministro della salute di deliberazione CIPE di assegnazione alle Regioni della quota destinata al finanziamento di interventi per la prevenzione e la lotta all’Aids a valere sul Fondo sanitario nazionale 2009. (SALUTE)
Intesa ai sensi dell’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e dell’articolo 115, comma 1, lett. a) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Repertorio Atti n.: 241/CSR del 16/12/2010

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Atto

Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sui requisiti minimo organizzativi minimi, strutturali e tecnologici delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta e sul modello per le visite di verifica. (SALUTE)
Accordo ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
Repertorio Atti n.: 242/CSR del 16/12/2010

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Atto

Accordo sullo schema di decreto del Ministro della salute recante: “Programma annuale per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2010”.(SALUTE)
Accordo ai sensi dell’articolo 14, comma 2, della legge 21 ottobre 2005, n. 219
Repertorio Atti n.: 243/CSR del 16/12/2010

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Atto

Intesa sulla proposta del Ministro della salute di deliberazione del CIPE per l’assegnazione alla regione Piemonte di risorse vincolate, ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, alla realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 ed accantonate con deliberazione 8 maggio 2009, n. 25 del CIPE per il finanziamento di un progetto interregionale per la riedizione dell’indagine multiscopo “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari – 2010”. (SALUTE)
Intesa ai sensi dell’articolo 115, comma 1, lett. a) del decreto legislativo 31 marzo 1998 n 112.
Repertorio Atti n.: 244/CSR del 16/12/2010

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Atto

Acquisizione, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del regolamento recante “Costituzione e funzionamento della Struttura Tecnica di monitoraggio paritetica” (Rep. atti n. 206/CSR del 18 novembre 2010), delle designazioni dei componenti della Struttura Tecnica di monitoraggio paritetica.
Repertorio Atti n.: 245/CSR del 16/12/2010

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Atto

Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera e assistenziale. (SALUTE)
Intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131
Repertorio Atti n.: 246/CSR del 16/12/2010

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Atto

Intesa sullo schema di delibera CIPE concernente obiettivi, criteri e modalità per la programmazione delle risorse di cui alla delibera CIPE n. 79 del 30 luglio 2010, selezione e attuazione degli investimenti finanziati con le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate 2007-2013 e indirizzi ed orientamenti per l’accelerazione degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali 2007/2013 (RAPPORTI REGIONI E COESIONE TERRITORIALE)
Intesa, ai sensi dell’articolo 6-quater del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 relativamente ai punti da 1 a 8 e parere, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 relativamente ai punti 9 e 10
Repertorio Atti n.: 247/CSR del 16/12/2010

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Verbale

Verbale n. 12/10

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Report

Report

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