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Repertorio atto n. 58/CFP

Parere, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, recante “Legge di contabilità e finanza pubblica”, sul Documento di economia e finanza 2024 (DEF) e relativi allegati.

 

Rep. atti n. 58/CFP del 2 maggio 2024.

 

LA CONFERENZA PERMANENTE PER IL COORDINAMENTO

DELLA FINANZA PUBBLICA

 

Nella seduta del 2 maggio 2024:

 

VISTO l’articolo 33 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, a norma del quale, in attuazione dell’articolo 5 della legge 5 maggio 2009, n. 42, è istituita, nell’ambito della Conferenza unificata e senza ulteriori oneri per la finanza statale, la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, quale organismo stabile di coordinamento della finanza pubblica fra Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, e ne sono disciplinati il funzionamento e la composizione;

 

VISTO l’articolo 7, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, come modificato dalla legge 4 agosto 2016, n. 163, il quale ha disposto che gli strumenti della programmazione sono:

  1. il Documento di economia e finanza (DEF), da presentare alle Camere entro il 10 aprile di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni parlamentari;
  2. la Nota di aggiornamento del DEF, da presentare alle Camere entro il 27 settembre di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni parlamentari;
  3. il disegno di legge del bilancio dello Stato, da presentare alle Camere entro il 20 ottobre di ogni anno;
  4. il disegno di legge di assestamento, da presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno;
  5. gli eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, da presentare alle Camere entro il mese di gennaio di ogni anno;
  6. gli specifici strumenti di programmazione delle amministrazioni pubbliche diverse dallo Stato;

 

VISTO il successivo comma 3, a norma del quale i documenti di cui al citato comma 2, lettere a), b), d) ed e), sono presentati alle Camere dal Governo su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito, per quanto concerne la terza sezione del DEF, il Ministro per le politiche europee, ed il documento di cui al comma 2, lettera a), è inviato, entro i termini ivi indicati, per il relativo parere a questa Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, la quale si esprime in tempo utile per le deliberazioni parlamentari di cui alla medesima lettera a);

 

VISTA la nota prot. USCM n. 388 del 15 aprile 2024, acquisita, in pari data, al prot. DAR n. 6785, con la quale l’Ufficio di Segreteria del Consiglio dei ministri della Presidenza del Consiglio dei ministri ha trasmesso il Documento di economia e finanza 2024 (DEF) con i relativi allegati, deliberato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 9 aprile 2024, ai fini dell’espressione del parere di questa Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni;

 

CONSIDERATO che il Documento di economia e finanza 2024 (DEF), con i relativi allegati, è stato trasmesso, con nota prot. DAR 6867 del 16 aprile 2024, alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, all’ANCI ed all’UPI, nonché alle amministrazioni statali interessate;

 

CONSIDERATO che l’UPI ha trasmesso il proprio contributo sul predetto Documento di economia e finanza 2024 (DEF), acquisito al prot. DAR n. 7620 del 30 aprile 2024 ed inoltrato a tutte le amministrazioni coinvolte, in pari data, con nota prot. DAR n. 7632;

 

CONSIDERATO che nel corso della seduta del 2 maggio 2024 di questa Conferenza:

  • le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano hanno espresso parere favorevole nei termini di cui al documento trasmesso che, allegato al presente atto (all. 1), ne costituisce parte integrante;
  • l’ANCI ha espresso parere favorevole, nei termini indicati nei documenti inviati che, allegati al presente atto (all. 2 e 3), ne costituiscono parte integrante, con senso di responsabilità verso la situazione generale dei conti pubblici, evidenziando, però, che il DEF non ha preso in considerazione le questioni di immediata prospettiva che affliggono Comuni e Città metropolitane, in relazione all’assoluta esigenza di fare un bilancio dell’andamento dell’applicazione della perequazione. Ha riferito che per la sua prosecuzione, proprio a partire dal 2025, esige delle risorse e una completa rivisitazione anche alla luce dei tagli già previsti che accentuano le criticità. Ha chiesto al Governo e al Parlamento una riflessione e un impegno ad evitare automatici riflessi restrittivi sugli enti locali del nuovo patto di stabilità e crescita siglato in sede UE. Ha rappresentato che l’ipotesi di impostazione di tetti di spesa agli enti locali appare inapplicabile, oltre che profondamente non corretta, alla luce dei dati fondamentali dei comparti, quali quota di spesa pubblica gestita, dimensioni del debito e concorso all’indebitamento netto. Ha chiesto, quindi, di rivolgere un’attenzione particolare, oggi più che mai, in quanto i Comuni hanno necessità di avere delle risposte, pur essendo certo che, comunque, nel corso dei prossimi provvedimenti, sia il Governo che il Parlamento prenderanno atto e cercheranno di dare risposte. Ha evidenziato, inoltre, che, anche con riferimento al DEF, ci sono stati importanti ordini del giorno proposti da diversi parlamentari che prospettavano queste indicazioni, auspicando che queste possano essere recepite nei prossimi provvedimenti governativi e parlamentari;
  • l’UPI ha espresso parere richiamando il documento trasmesso che, allegato al presente atto (all. 4), ne costituisce parte integrante, e rappresentando, in particolare, di non aver trovato la riforma sulle Province all’interno del DEF, documento che riporta il Programma Nazionale di Riforma, circostanza che desta perplessità, atteso che da essa discendono ulteriori questioni, quali quella legata al rafforzamento della capacità amministrativa delle Province, quella del personale, quella della digitalizzazione delle procedure di gara, quella del supporto ai Comuni di minore dimensione, quella legata alla spending review e, quindi, alla situazione di bilancio delle Province. Ha evidenziato che i dati dimostrano quanto il comparto delle Province stia contribuendo allo sviluppo del Paese, anche in questa fase di PNRR, e quanto siano aumentati gli investimenti sia in una comparazione pluriennale sia in una comparazione anche semplicemente trimestrale 2023-2024, sottolineando come stia diminuendo l’indebitamento delle stesse Province, ma anche come la situazione, conformemente a quanto prospettato anche dall’ANCI, stia divenendo insostenibile. Ha quindi concluso auspicando provvedimenti urgenti, perché la mole di lavoro attribuita alle Province in questi anni, e che è stata assunta volentieri, rischia di avere risvolti negativi;

 

CONSIDERATO che il Sottosegretario all’economia e alle finanze:

  • -          ha rappresentato che – unitamente al Sottosegretario all’interno – è stato istituito un tavolo permanente e che si è già svolta una riunione di carattere politico alcune settimane prima;
  • -          ha richiamato l’esistenza di un tavolo permanente con ANCI e UPI con riguardo alle questioni che sono state sollevate, aggiungendo che a breve si dovrà convocare un’ulteriore riunione e manifestando la disponibilità e l’attenzione del Governo e del Ministro dell’economia e delle finanze;
  • -          ha rappresentato, altresì, che sono state rilevate alcune questioni, in particolare quella relativa alle Province, per le quali occorre anche chiarire le risorse da assegnare e i compiti da attribuire;
  • -          ha, quindi, concluso evidenziando che, anche su indicazione del Ministro, la situazione degli enti locali e delle Province è sul tavolo e al primo posto dell’agenda;

 

CONSIDERATO che il Ministro per gli affari regionali e le autonomie ha rappresentato, come già fatto in sede parlamentare, che i dati ISTAT indicano, a fronte di una spesa di 100 euro nel 2009, che nel 2022 il settore statale ha speso 174 euro, cifra che rappresenta un notevole incremento; gli enti locali 106 euro, con un perfetto allineamento, addirittura sotto l’inflazione, mentre le Regioni 86 euro, caratterizzandosi per una riduzione della spesa. Ha invitato, quindi, quando si deve intervenire con tagli o restrizioni, a fare anche una valutazione su chi ha contribuito in passato al corretto andamento della finanza pubblica;

 

ESPRIME PARERE

 

nei termini di cui in premessa, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, recante “Legge di contabilità e finanza pubblica”, sul Documento di economia e finanza 2024 (DEF) e relativi allegati.

 

 

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